L’Editoriale di Vincenzo Marras
È una straordinaria litania di uomini e donne, di ieri e di oggi, quella che illustra la ricchezza culturale e spirituale dei cataloghi dei nostri Editori, Paoline e San Paolo.
Riferendoci soltanto ad alcuni nomi che incontreremo sfogliando questo numero di PagineAperte, non c’è che da restare sorpresi per la loro capacità di lasciare tracce profonde in chi legge le loro opere.
Ed ecco, ancora accanto a noi, Enzo Bianchi, che ne Il tempo e la fede commenta i Vangeli domenicali di Marco, invitandoci a riscoprire in Cristo l’unica luce che illumina l’uomo anche nei momenti più bui.
È la volta di don Divo Barsotti, che in Maria nel mistero del Cristo ci aiuta a riscoprire il ruolo di Maria nel mistero di Cristo e nella vita della Chiesa.
E poi Anna Maria Canopi che, giusto in tempo per avvicinarci all’Avvento e al Natale, in Il libro dell’Emmanuele ci accompagna all’incontro dell’Emmanuele, il Dio-con-noi.
Vale lo stesso accenno temporale per L’origine della nostra dignità nel quale, introdotti dal cardinale Angelo Comastri, leggiamo le vibranti omelie sul Natale di Leone Magno.
Continuiamo prendendo in mano un libro intenso e coinvolgente, L’essenziale agli occhi del cuore di Jakub J. Woźniak, ispirato al capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.
In Voce di un profeta del nostro tempo, che raccoglie per la prima volta in unico volume, curato da Ezechiele Pasotti, gli interventi di Kiko Argüello, abbiamo l’opportunità di accostarci direttamente al pensiero del fondatore del Cammino neocatecumenale.
È quindi la volta di un grande classico della spiritualità, capolavoro della mistica cristiana, Il castello interiore di Teresa d’Avila, curato dalla carmelitana Giovanna Maria della Croce.
Un’opera fondamentale di esegesi biblica, che affronta in modo sorprendente il problema del male, è Giobbe di Gianfranco Ravasi, capace di guidarci da par suo alla scoperta di questo capolavoro della letteratura sapienziale.
A venirci incontro è adesso l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, per tutti don Mimmo, che ci mette in mano Lettera ai mercanti di morte, accenti profetici e scomodi, che culminano nell’invito a “restituire il futuro” all’umanità.
Gli ultimi due incontri sono quelli con Stefano Lampertico, che dirige il mensile di strada Scarp de’ tenis, e con Sara Ciafardoni, giovane ragazza pugliese, costretta a condurre una vita molto diversa dalla maggior parte dei suoi coetanei a causa di una rara malattia.
Stefano in Sconfitti sul filo di lana dà voce a chi ha visto sfumare un sogno per un dettaglio, a chi ha perso quando sembrava ormai fatta, a chi si è visto superare all’ultimo minuto o privare del riconoscimento che meritava.
Dal canto suo, con La distanza tra noi e le stelle, Sara raccontando di sé invita tutti noi a riconoscere che ogni giorno, anche nei momenti più duri e problematici, possiamo scegliere la gratitudine, l’amore, la meraviglia.
Buone letture!