
L’Editoriale di:
don Roberto Ponti Superiore provinciale Società San Paolo – Italia
sr Gloria Angelini Superiora provinciale Figlie di San Paolo – Italia
Viviamo una fase di grandi cambiamenti nel modo di comunicare. L’Intelligenza artificiale, i social media e i nuovi sistemi dell’informazione
stanno modificando in profondità il nostro modo di informarci, di raccontare la realtà e di stare in relazione. In questo scenario emerge con chiarezza una priorità: la formazione. Le tensioni sociali, la polarizzazione del dibattito pubblico e le disuguaglianze nell’accesso alla conoscenza chiedono di aiutare tutti a non subire la comunicazione, ma a viverla da protagonisti consapevoli. Comunicare oggi significa assumersi una responsabilità verso la società e il bene comune. È in questo contesto che si inserisce la Settimana della Comunicazione, diffusa in tutta Italia attraverso molte iniziative promosse da Paolini e Paoline, secondo il nostro carisma nella Chiesa, insieme alle rispettive
realtà apostoliche e culturali e in dialogo con i territori. Incontri, laboratori, proposte formative e culturali offrono a comunità, adulti e giovani, educatori e comunicatori occasioni concrete per fermarsi, riflettere e confrontarsi su come oggi informiamo, raccontiamo e costruiamo relazioni. A fare da sfondo a questo cammino è il Messaggio di papa Leone XIV per la 60a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, dal titolo Custodire voci e volti umani. Il Messaggio richiama un punto essenziale: la sfida delle nuove tecnologie non è solo tecnica, ma riguarda la persona. È in gioco la dignità di ciascuno, la qualità delle relazioni, la possibilità di esprimere il proprio volto
e la propria voce senza essere ridotti a numeri o dati anonimi. Appare quanto mai attuale l’intuizione del beato Giacomo Alberione, che fin
dall’inizio della fondazione della Famiglia Paolina ha creduto in una comunicazione capace di raggiungere tutti, senza esclusioni, utilizzando con coraggio i linguaggi e i mezzi del proprio tempo. Una comunicazione non riservata a pochi, ma popolare ed educativa, capace di rendere le persone partecipi e responsabili nella vita ecclesiale e sociale. Su questa stessa linea si colloca il Festival della Comunicazione, che nel 2026 si svolge nella Diocesi Suburbicaria di Albano: uno spazio di dialogo aperto tra Chiesa, società e mondo della comunicazione. Settimana della Comunicazione e Festival diventano così parte di un unico percorso, che invita a non delegare il pensiero e a non rinunciare
alla propria voce. L’augurio è che questa iniziativa continui a essere per tutti un tempo di crescita e di consapevolezza. Un invito a sentirsi
coinvolti in prima persona: come professionisti della comunicazione, chiamati a lavorare con competenza, etica e responsabilità; come cristiani e cittadini, chiamati a informarsi, verificare, scegliere, senza cedere alla superficialità o alla delega passiva. Solo così la comunicazione potrà restare uno spazio abitato da persone, capace di “custodire voci e volti umani” e di generare fiducia, verità e comunione.